C’è un momento, a settembre, in cui i Castelli Romani cambiano completamente faccia. 🍂 L’estate se ne va (in teoria, ma co’ ‘sto caldo vedemo!), i romani rientrano in città, ma sui colli vulcanici a sud di Roma succede qualcosa de antico e preciso: i grappoli sono maturi, l’aria comincia a profumà de mosto, e la vendemmia prende il via. È uno di quei ritmi stagionali che esistono da prima di Roma stessa — e che ancora oggi, tra sagre, cantine e fontane che danno vino, vale la pena raccontare.


 

🏛️ Una storia che viene da lontano: la vite ai Castelli Romani

La tradizione vitivinicola dei Castelli Romani affonda le radici in epoche così lontane da confondersi con la mitologia. Secondo una leggenda laziale, fu Saturno stesso — scacciato dall’Olimpo dal padre Giove e rifugiatosi nel Lazio — ad insegnare la coltivazione della vite agli abitanti dei Castelli. Numa Pompilio, secondo re di Roma, avrebbe trovato a Nemi una piantina di vite e l’avrebbe portata nel Foro insieme a un fico e a un ramoscello d’ulivo, dove acquistò significato sacro e simbolico.

Al di là della mitologia, la presenza della viticoltura in questa zona è attestata con certezza fin dall’epoca romana, citata da numerosi autori latini. Il territorio dei Castelli ha sempre potuto contare su caratteristiche del terreno particolari: di origine vulcanica, ricco di minerali, ha garantito nel corso dei secoli coltivazioni abbondanti e de qualità, con diverse varietà di vite che maturavano in momenti diversi, rendendo possibile una vendemmia che andava dai primi de settembre fino alla fine de ottobre.

Frascati è la capitale storica di questo territorio: già nel 1515 il vicario del Papa Marcantonio Colonna concedeva statuti alla città con indicazioni precise sulle aree di coltivazione e le modalità da seguire durante la vendemmia. 🍷

I Castelli Romani acquisiscono la propria DOC nel 1996, con 7 DOC e 2 DOCG — tra cui il Frascati Superiore e il Cannellino di Frascati — a testimonianza della varietà e qualità dei vini del territorio.


 

🎉 La Sagra dell’Uva di Marino: fontane che danno vino

Se c’è un appuntamento che sintetizza meglio de qualsiasi altro il rapporto tra i Castelli Romani e il vino, è la Sagra dell’Uva di Marino — la più antica sagra dedicata all’uva e al vino d’Italia, e probabilmente una delle più spettacolari. 🏆

La Sagra nacque nel 1925 grazie all’intuizione del poeta Leone Ciprelli, con un intento duplice: celebrare la ricchezza dei vigneti locali e al tempo stesso ricordare la Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, in cui le flotte cristiane guidate da Marcantonio Colonna riportarono una storica vittoria. Da allora, ogni anno, la città rinnova questa doppia memoria: quella della fede e della storia da una parte, quella della vendemmia e del vino dall’altra.

Il momento più atteso — e più iconico — è quello delle fontane che danno vino. L’idea di far sgorgare il vino dalle fontane venne a Ciprelli riprendendo la pratica antica dei Colonna, che usavano statue e fontane per versare vino durante le feste del casato, famoso per i suoi eccessi e lo sfarzo degli eventi. Oggi la protagonista è la Fontana dei Quattro Mori — quattro turchi incatenati a una colonna, simbolo della vittoria di Lepanto — che ogni sera della sagra, intorno al tramonto, comincia a zampillare vino al posto dell’acqua. 🍷

Fontana dei 4 mori Marino

Fontana dei quattro mori | Foto tratta da Visitmarino.it

La sagra si svolge per più giorni attorno alla prima domenica di ottobre, con cortei storici in costume, processioni religiose, spettacoli di strada e ovviamente tanto cibo e vino. L’ingresso è gratuito e il centro storico di Marino diventa un grande palcoscenico a cielo aperto — un po’ come le nostre feste estive di Via Saffi, ma con qualche secolo di storia in più. 😄


 

🌿 Il territorio: un patrimonio da scoprire calice alla mano

Marino non è l’unico comune dei Castelli Romani legato alla cultura del vino. Il territorio copre 7 DOC — Castelli Romani, Colli Albani, Colli Lanuvini, Frascati, Marino, Montecompatri-Colonna e Velletri — con numerosi vitigni autoctoni che hanno trovato il loro habitat ideale grazie alle particolari condizioni climatiche e geologiche della zona, che si possono esplorare tra cantine storiche e moderne, aziende agricole ed enoteche. 🗺️

Settembre è il momento migliore per visitare questo territorio: la vendemmia è in pieno svolgimento, l’aria è fresca ma ancora mite, i vigneti sono al massimo del loro splendore cromatico. Una gita ai Castelli in questo periodo — tra la fraschetta di Ariccia, la cantina di Frascati e la fontana di vino a Marino — è uno di quei piaceri semplici e antichi che i romani hanno praticato per secoli. E che, modestamente, capiscono meglio di chiunque altro. 🏛️

Non sarà come fare una gita ai Castelli Romani, ma da noi A La Romana potete trovare un’ampia scelta di vini bianchi e vini rossi che possono portarvi, almeno con l’olfatto e il palato, ad assaporarne gli stessi sapori! Vi aspettiamo, come sempre ❤️

Per salutarvi, vi lasciamo una canzone romanesca da ascoltare: Nannì – Na gita ai Castelli, scritta da Franco Silvestri nel 1926 e interpretata da Ettore Petrolini, che parla di Marino e delle sue fontane:

“Lo vedi ecco Marino / la sagra c’è dell’uva / fontane che danno vino / quanta abbondanza c’è”.

Certe cose, a Roma, non cambiano mai. 🎶

Staff de A La Romana

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