Terza puntata della nostra rassegna sui nomi delle pinse de A la Romana! 🎉 Dopo Messalina — imperatrice scomoda e spesso calunniata — e Rea Silvia — la vestale che non avrebbe dovuto avere figli e che invece ha messo al mondo Roma intera — arriviamo al protagonista assoluto: Romolo, il fondatore. Quello che ha dato il nome alla città. Quello che, per farlo, ha anche ucciso suo fratello. 😬 Una storia che i romani conoscono a memoria fin dall’infanzia — e che vale comunque la pena raccontare, perché ogni volta che se rilegge ce se accorge de qualcosa che prima eri sfuggito.
🍕 La pinsa Romolo: cosa c’era sopra
La pinsa Romolo, oggi non più disponibile, era composta da mozzarella, funghi champignon, mascarpone e guanciale d’Ariccia: un’accoppiata cremosa e decisa, con quella sapidità del guanciale che taglia il mascarpone e bilancia tutto. Una pinsa che sa il fatto suo — proprio come il personaggio a cui è dedicata. 🍄
🌫️ Prima di Romolo: il contesto
Chi era Romolo? Figlio di Marte e di Rea Silvia — di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente — e gemello di Remo. I due nacquero in circostanze scomode: loro nonno Numitore era stato spodestato dal fratello Amulio, che aveva costretto Rea Silvia al voto de castità proprio per impedire che nascessero eredi legittimi. Quando i gemelli nacquero ugualmente, Amulio ordinò di abbandonarli nel Tevere. Una lupa li allattò sul Palatino, un pastore che se chiamava Faustolo li trovò e li crebbe come figli propri.
Vent’anni dopo, Romolo e Remo tornarono ad Alba Longa, rovesciarono Amulio, restituirono il trono al nonno Numitore — e poi decisero de fondà una città tutta loro. Fin qui, tutto bene. 😄
⚔️ La lite degli auspici: Romolo contro Remo
Ed è qui che la storia si complica. I due fratelli non erano d’accordo né sul luogo né sul nome della nuova città: Romolo la voleva fondà sul colle Palatino e chiamarla Roma, Remo preferiva l’Aventino e voleva chiamarla Remora. Per decidere, se affidarono agli auspici — l’osservazione del volo degli uccelli, pratica sacra e vincolante per i romani. 🦅
Remo fu il primo ad avvistare i presagi: sei avvoltoi sull’Aventino. Romolo rispose con dodici avvoltoi sul Palatino — il doppio. La vittoria pareva chiara, ma le versioni antiche non sono unanimi: secondo alcune fonti Remo aveva visto i suoi avvoltoi per primo, e reclamava la precedenza sul numero. La disputa degenerò.
😬 Il fratricidio: Roma nasce col sangue
Romolo cominciò a tracciare il solco sacro — il confine inviolabile della nuova città, detto pomerium — attorno al Palatino. Remo, per scherno o per sfida, lo scavalcò. Un gesto che, nel sistema de credenze romano, non era solo una provocazione fraterna, ma una violazione del sacro: chi oltrepassava il confine con le armi meritava la morte.
Romolo uccise Remo, colpevole de avè varcato in armi il confine sacro. Tito Livio tramanda che, dopo il fratricidio, Romolo avrebbe esclamato qualcosa del tipo:
«Così perisca chiunque d’ora in poi valichi le mie mura».
Una sentenza fondativa, fredda, assoluta. 🏛️
Roma nacque il 21 aprile del 753 a.C. — data che ancora oggi se celebra come Natale di Roma — e nacque da un atto de sangue fraterno che i romani non nascosero mai del tutto, nemmeno nella versione ufficiale del mito. Cicerone, Orazio e Lucano videro nel fratricidio un simbolo potente e inquietante dell’unicità del potere: non si può fondare qualcosa di grande dividendolo a metà. Il prezzo di Roma fu Remo.
👑 Romolo, primo re di Roma
Solo e incontrastato, Romolo divenne il primo dei sette re de Roma. Costruì la città sul Palatino, la popolò — anche con una mossa spregiudicata come il Ratto delle Sabine, di cui magari parleremo un’altra volta 😉 — e le diede le prime istituzioni: il Senato, le curie, le legioni. Secondo la tradizione, alla sua morte non fu sepolto ma rapito in cielo da Marte durante un temporale, davanti agli occhi del Senato riunito. Diventò il dio Quirino, venerato dai romani come il loro antenato divino.
Non male come curriculum, per uno che era stato lasciato a morire in una cesta sul Tevere! 🐺
❤️ Perché questo nome su questa pinsa
La pinsa Romolo era una pinsa che non ha mezze misure: il guanciale d’Ariccia non chiede permesso, il mascarpone ammorbidisce senza sparire, i funghi tengono il centro. Proprio come Romolo — una figura che nella storia romana non è mai solo eroica o solo crudele, ma tutte e due le cose insieme, senza che nessuna delle due annulli l’altra. Roma è fatta così: grandezza e violenza, mito e realtà, sempre insieme, sempre inestricabili. 🏛️❤️
Alla prossima! E nel frattempo, come sempre, vi aspettiamo!👑
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Staff de A La Romana
Nell’immagine: Romolo e Remo di Peter Paul Rubens, 1616