Se c’è una cosa che fa battere il cuore ai romani doc, quella è proprio la vista delle puntarelle, piccoli germogli bianchi e croccanti che spuntano tra le verdure del mercato. 💚 E chi ce conosce già sa bene che portiamo avanti con orgoglio questa tradizione che sa di casa, di domeniche in famiglia e di quel bicchiere di vino che non può mai mancare!

Che cosa sono davvero le puntarelle? 🤔

Dimocelo chiaro: non tutti sanno cosa sò esattamente le puntarelle alla romana. Spesso le si confonde con altre verdure, ma in realtà sono i germogli giovani e carnosi di una particolare cicoria, la Cichorium intybus, meglio nota come cicoria catalogna. Questi piccoli “asparagi bianchi” (come li chiamano scherzosamente alcuni, da cui il nome “cicoria asparago”) crescono all’interno del cespo, nascosti tra le foglie verdi seghettate. Sono croccanti, leggermente amarognoli e hanno quel sapore inconfondibile che, una volta provato, non se dimentica più! Pensate che la regione Lazio ha anche riconosciuto ufficialmente la loro importanza, inserendo la cicoria di catalogna frastagliata di Gaeta nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Mica pizza e fichi, eh! 😊

Una storia che viene da lontano: dalle origini alla conquista di Roma 📜

Ma da ‘ndo vengono le nostre amate puntarelle? La storia è più affascinante di quello che potreste pensare!
Questi germogli hanno radici antichissime – pensate che sono citati in scritti del 1550 a.C. e persino Plinio il Vecchio ne parlava come di una verdura già conosciuta nell’antico Egitto. Inoltre Galeno, il famoso medico dell’antichità, le consigliava per chi aveva problemi di fegato. E aveva ragione da vendere, come scopriremo più avanti! 👨‍⚕️
C’è da dì, però, che contrariamente a quello che si potrebbe pensare, le puntarelle alla romana non sono nate nella Capitale: le loro vere origini sono pugliesi! È stata infatti la Puglia la prima regione a coltivare la catalogna selvatica proveniente dall’Asia, da cui si sono sviluppate le varietà che conosciamo oggi. Le principali tipologie italiane sono le puntarelle di Molfetta, quelle di Galatina (anche detta “catalogna brindisina“) e la già citata frastagliata di Gaeta.
Per secoli, queste verdure sono rimaste confinate nel Sud Italia: Puglia, alto Casertano e, naturalmente, Lazio. Ma noi romani, se sa, quando trovamo qualcosa de bono lo sapemo valorizzà alla grande! 🍷

Il segreto della salsina: l’eredità del garum romano 🏛️

Ecco dove la storia si fa davvero interessante! La famosa salsina con cui condiamo le puntarelle alla romana – quella miscela irresistibile di acciughe, aglio, aceto e olio extravergine – non è altro che l’erede del garum, la celebre salsa di interiora di pesce fermentato che gli antichi romani adoravano. Pensate: se stamo a magnà un condimento (ovviamente rivisitato!) che ha attraversato duemila anni di storia! Non è forse questo il bello della tradizione romana? Prendere qualcosa di antico e renderlo eterno.

I benefici delle puntarelle: buone e che fanno bene 💪

La scienza moderna ha confermato quello che Galeno diceva già duemila anni fa: le puntarelle fanno un bene della madonna! Sono composte per oltre il 90% da acqua, hanno pochissime calorie (solo 23 per 100 grammi) e sono piene di:

  • Vitamina C: perfetta per rafforzare le difese immunitarie
  • Vitamina A: ottima per la vista e le ossa
  • Calcio, ferro e fosforo: minerali essenziali
  • Inulina: una fibra che fa bene al fegato e facilita la digestione

Ecco perché una volta le servivano durante i pranzi della domenica, per far “riposare” lo stomaco tra una portata e l’altra. I nonni romani erano già avanti! 👴
Le sostanze che danno alle puntarelle quel sapore leggermente amaro stimolano la produzione dei succhi gastrici, facilitando la digestione. Inoltre, grazie alle fibre e all’alto contenuto di acqua, aiutano a regolarizzare l’intestino, controllare il colesterolo e il glucosio nel sangue, aumentare il senso di sazietà e favorire l’attività drenante del corpo. Insomma, so il contorno perfetto per chi vole sta bè senza rinunciare al gusto!🌟

Le puntarelle dal mercato di Campo de’ Fiori ai ristoranti di oggi 🍽️

Oggi le puntarelle alla romana hanno fatto davvero carriera! Se fino a qualche decennio fa le trovavi solo nei mercati laziali, pugliesi e campani, ora le puoi gustare in tutta Italia. Anche qui da noi, a Medicina, le portiamo sulle vostre tavole con tutto l’amore e la tradizione che meritano. Il loro periodo migliore è la primavera e l’autunno, quando sono naturalmente di stagione. Anche se, grazie alla coltivazione in serra, oggi è possibile trovarle quasi tutto l’anno, anche se noi preferiamo sempre rispettare i tempi della natura! 🗓️

Non solo alla romana: mille modi per gustarle

Anche se la versione tradizionale con la salsina rimane imbattibile, le puntarelle si prestano a tantissime preparazioni:

  • Crude con limone e olio: perfette con pesce delicato o pollo grigliato
  • Con le arance: per un contrasto dolce-amaro sorprendente
  • Stufate con aglio e peperoncino: il contorno ideale per le carni
  • Nelle zuppe: insieme a ceci, fagioli o altre verdure di stagione
  • Impanate e fritte: un’altra specialità romana meno conosciuta, ma deliziosa!

Perché scegliere le puntarelle nel nostro ristorante 🏆

Qui da noi, le puntarelle alla romana non sono solo un contorno: sono un pezzo di storia che portiamo in tavola con orgoglio. Le prepariamo seguendo la ricetta tradizionale, con ingredienti selezionati e quella cura che solo chi ama davvero la cucina romana sa mettere. Che le scegliate come antipasto da condividere con un buon bicchiere di vino, o come contorno per accompagnare i nostri secondi di carne, una cosa è certa: una volta assaggiate le nostre puntarelle, capirete perché i romani ne vanno matti da secoli!

V’abbiamo fatto venì voglia, vero? Appena finisce ‘sto caldo sapete dove venire a mangiarle!
Nel frattempo, per combattere l’afa potete sempre leggere il nostro ultimo articolo! Vi aspettiamo 😉

Staff de A La Romana