Ma che cos’è ‘sta pinsa romana che tutti vogliono? 🤔
Cari amici della buona tavola, se siete capitati qui è perché anche voi vi siete fatti conquistare da questa meraviglia della gastronomia romana! E tra i tanti piatti pazzeschi, la pinsa romana è una celebrità: non è solo una “pizza stiracchiata”, come qualcuno potrebbe pensare scherzosamente. È molto di più: è un pezzo di storia, tradizione e – udite udite – da quest’anno è anche un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Lazio riconosciuto ufficialmente grazie al Decreto Ministeriale dell’11 marzo 2025! Finalmente je se dà er giusto riconoscimento! 😄🏆
Le origini: tra mito e realtà ⏳
Allora, facciamo un po’ di chiarezza su questa storia che gira da anni. C’è chi dice che la Pinsa esistesse già ai tempi dell’Antica Roma – addirittura nel I secolo a.C., con i nostri antenati romani che la preparavano con una miscela di cereali diversi, acqua e sale per poi la cuocerla sul carbone. Il nome stesso deriva dal verbo latino “pinsère”, che significa “allungare” – ecco spiegata quella forma ovale così caratteristica! Poi, chissà, le controversie sull’argomento sono ancora in corso 😂
Ma attenzione: la pinsa romana moderna che conosciamo oggi è tutta un’altra storia. È stata “inventata” (o meglio, reinventata) da Corrado Di Marco (vi rimandiamo al loro sito) all’inizio degli anni 2000, che ha preso ispirazione da queste antiche tradizioni per creare qualcosa di completamente nuovo e rivoluzionario.
Gli ingredienti che fanno la differenza 🌾
Ecco dove sta il bello: mentre la pizza tradizionale usa principalmente farina di grano, la pinsa romana è un vero e proprio mix di farine: quella di frumento, di riso e di soia. Questo trio magico dona alla pinsa quella consistenza leggera e croccante che la rende così speciale. L’impasto ha un’idratazione molto alta (parliamo di 80 cl di acqua per ogni kg di farina!) che la rende facilmente digeribile e incredibilmente soffice all’interno.
Curiosità che non sapevate sulla pinsa 🤓
La prima è che la forma ovale non è un caso: non serve solo a distinguerla dalla pizza, ma anche a facilitare la cottura uniforme e a permettere di condire meglio tutta la superficie! Ma le differenze con la pizza non finiscono qui: infatti, il processo di levitazione della pinsa romana può durare fino a ben 72 ore, decisamente di più di una pizza tradizionale; inoltre, viste anche le temperature da paura di questi giorni, sarete felici di sapere che la pinsa romana è più leggera della pizza tradizionale (pensate, circa il 30% delle calorie in meno!) e che è perfetta per chi ha problemi di digestione grazie all’alta idratazione dell’impasto. Così potete tenervi più leggeri 😝
La pinsa moderna creata da Corrado Di Marco ha gradualmente conquistato prima Roma, poi l’Italia e ora il mondo intero. È diventata così popolare che è arrivata persino oltreoceano, negli Stati Uniti, dimostrando come l’innovazione gastronomica italiana continui a fare breccia nel cuore (e nel palato) di tutti!
Un altro aneddoto carino: inizialmente la pinsa veniva servita solo bianca, senza pomodoro. Era considerata una sorta di “focaccia gourmet” da condire con ingredienti freschi e di qualità.
Pinsa VS pizza: match senza esclusioni di colpi 🥊
Non è questione di fare la guerra tra pinsa e pizza – sono entrambe meravigliose! Ma le differenze ci sono (così facciamo un riassuntino 😂):
- Forma: la pinsa è ovale, la pizza tonda
- Impasto: la pinsa usa tre farine diverse, la pizza principalmente una
- Idratazione: la pinsa ne ha molta di più
- Digestibilità: la pinsa è generalmente più leggera
- Alveolatura: la pinsa ha una struttura più ariosa
La pinsa nel nostro ristorante 🍽️
Qui da noi, la pinsa romana è preparata seguendo la tradizione autentica, con amore e rispetto per gli ingredienti. Usiamo solo farine di qualità, rispettiamo i tempi di lievitazione e vi assicuriamo che ogni morso sarà un’esperienza indimenticabile. Dalle classiche alle nostre creazioni più innovative, ogni pinsa racconta una storia di sapori autentici e tradizione romana (a partire dai nomi!). 🏛️
La pinsa romana è molto più di un semplice piatto: è cultura, tradizione (recente, ma pur sempre tradizione!), innovazione e passione tutto in uno. Il riconoscimento PAT del 2025 è solo la ciliegina sulla torta di una storia di successo che continua a stupirci.
Quindi che state ad aspettà? Venite a provare la nostra pinsa e fateci sapere cosa ne pensate! Non vi deluderemo 🎊🍻
Staff de A La Romana
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